Governare l’AI e le Tecnologie per il controllo sociale

In ogni cosa, c’è un prima e c’è un dopo. Nelle nostre vite, nella storia del genere umano ci sono sempre dei momenti importanti che influenzano il futuro e che segnano in modo netto le differenze con il passato. Vorremmo fare una riflessione sulla Intelligenza Artificiale e su come governare l’AI e le tecnologie per il controllo sociale.

Il circuito informativo nella civiltà moderna

Proviamo a ritornare all’immediato dopo guerra, nella metà del ventesimo secolo. Non esisteva la connettività totale, le nostre vite non si servivano di uno smartphone. I mezzi di comunicazione di massa in grado di orientare le nostre opinioni, le nostre scelte, erano sostanzialmente questi che vi indichiamo in modo progressivo:

  • carta stampata
  • radio
  • televisione

L’umanità è passata dalla lettura della carta stampata alla radio. Questi due mezzi consentivano al cervello umano ampi spazi di immaginazione creativa. Le persone dovevano necessariamente dare una rappresentazione di ciò che leggevano e ascoltavano, l’immaginazione aveva grossi spazi e il pensiero aveva la possibilità e il tempo per crescere e delinearsi. Lo spazio e il tempo per porsi interrogativi e dubbi sulle informazioni acquisite era ampio. Uno scatto importante per il restringimento della libertà e dello spazio creativo e interpretativo c’è stato con l’avvento della TV.

La comparsa del mezzo televisivo, la TV

Dopo pochi anni dalla sua diffusione di massa, la tv è stata utilizzata per orientare usi, costumi e consumi degli utenti – spettatori. Si è assistito alla prima grande manipolazione del Pensiero Comune. Il conformismo sociale e la conseguente omologazione degli individui ha generato problemi enormi. C’è stata una progressiva mercificazione dell’esistenza umana e oggetti e servizi mai ritenuti necessari all’improvviso sono diventati importanti per le vite delle persone. A queste logiche di mercificazione non è sfuggito anche il pensiero comune delle persone. Il mezzo televisivo è stato il primo ad influenzare orientamenti sociali, consuetudini, usi e costumi, oltre a mercificare tutto. Sappiamo bene che il pensiero comune—spesso definito come conformismo sociale o “pensiero di gruppo”—genera diversi problemi che influenzano sia i singoli individui sia l’intera società. Due cose hanno contraddistinto le trasmissioni, i cosiddetti talk show, fino a tracimare nei telegiornali:

  • individualismo
  • paura

Con i messaggi, i modelli comunicativi e tutto quello veicolato dal mezzo televisivo che ha fatto prevalere questi due aspetti irrimediabilmente la società si è ammalata dei problemi generati da questo modello di pensiero comune.

Il pensiero comune

Più in generale un modello di pensiero comune che pervade una società che non lascia spazio alla libertà del pensiero soffre di queste grosse difficoltà:

Ostacolo all’innovazione

  • Blocco della creatività: Scoraggia le idee fuori dagli schemi.
  • Ripetizione di errori: Mantiene in vita metodi vecchi e inefficienti.
  • Paura del cambiamento: Genera resistenza verso le nuove tecnologie o riforme.

Riduzione del pensiero critico

  • Accettazione passiva: Spinge le persone a credere a fake news senza verificarle.
  • Polarizzazione: Divide la società in fazioni opposte senza sfumature.
  • Giudizi affrettati: Alimenta stereotipi e pregiudizi verso chi è diverso.

Impatto psicologico negativo

  • Ansia da prestazione: Crea la pressione di doversi adeguare a standard irreali.
  • Perdita di identità: Annulla l’individualità per paura dell’esclusione sociale.
  • Frustrazione: Genera infelicità in chi reprime i propri desideri autentici.

Rischi decisionali nei gruppi

  • Falsa unanimità: Nessuno esprime dubbi, portando a decisioni aziendali o politiche catastrofiche.
  • Illusione di invulnerabilità: Il gruppo si sente protetto dal fatto che “tutti la pensano così”.
  • Censura spontanea: I membri del gruppo si silenziano da soli per non apparire disallineati.

Insomma la TV, e chi la controlla, ha fatto avviare l’umanità verso un crinale molto pericoloso.

La diffusione di massa dei computer e delle reti informatiche

Una nuova sfida tecnologica che ha portato la diffusione di massa dei computer e dell’automazione robotica cominciava a farsi spazio già negli anni 60. Con computer sempre più potenti e reti di connessione dati sempre più capillari il mondo nel giro di 20 anni, dall’80 al 2000, ha vissuto lo sviluppo della connessione digitale di miliardi i dispositivi diffusi su tutto il pianeta. Le telecomunicazioni sono diventate più importanti della produzione di energia. Beh in questo nuovo scenario in tanti si erano illusi che le libertà individuali sarebbero cresciute. Invece è accaduto ben altro. Con computer sempre più potenti, data base sempre più performanti e dispositivi digitali diffusi in modo capillare assistiamo a quello che è un vero e proprio controllo sociale nelle mani di pochi esseri umani! Si, non è esagerato fare una simile affermazione.

L’avvento dei social media

I social media e la rete internet hanno superato gli utenti tradizionali della TV, lo smartphone è posseduto da miliardi di persone che lo utilizzano in modo intensivo. Qui iniziano i problemi. Già restando per ore dinanzi alla TV si toglieva tempo per le relazioni umane, oggi davanti ad uno smartphone le relazioni umane sono ridotte al minimo. L’ipnosi dei messaggi, dei video e di tutti i contenuti che vengono creati ad arte da software che utilizzano l’Intelligenza Artificiale trasmettono una immagine irreale di un mondo che non esiste. Oggi un software AI viene comunemente definito “Algoritmo” e può elaborare messaggi basandosi su miliardi di informazioni, immagini, video e tutto ciò che è lo scibile umano. Le società che la fanno da padrone sulla rete non si sono accontentate di mercificare bisogni inesistenti e monetizzare l’inutile, il superfluo. No, volevano di più. Ben presto con gli Algoritmi Ai si sono resi conto di poter fare di più, possono oggi plasmare a proprio piacimento il pensiero comune. I social media e i dispositivi digitali interconnessi che miliardi di individui utilizzano sono una fonte inesauribile di dati che vengono utilizzati per plasmare il “Pensiero Comune”.

Nuove tecnologie e servizi digitali

Inevitabile pensare oggi una vita senza smartphone dal momento che tanti servizi forniti dalle Pubbliche Amministrazioni, dalla Sanità e dal Risparmi gestito come le Banche fanno utilizzo di reti e servizi digitali. Si può immaginare una vita senza social media, va bene, ma senza i servizi di uno smartphone è diventato davvero complicato. Adesso siamo dinanzi a due grosse sfide:

  • la sicurezza dei nostri dati
  • il controllo dell’informazione

Chi affida la sua vita ad un social cade inevitabilmente nelle maglie della trappola del pensiero comune diffuso dai pochi padroni che li gestiscono. Sono quotidianamente bombardati da notizie, immagini e opinioni che sono delle vere e proprie bolle informative dove le idee che si condividono sono sempre le stesse. Idee che si rafforzano a vicenda e che si polarizzano. Analizziamo i principali problemi:

Meccanismi di Influenza Sociale

  • Bolle di filtro: Gli algoritmi mostrano solo contenuti simili a quelli già visti, isolando l’utente da punti di vista differenti.
  • Camera d’eco: Il confronto continuo con persone che la pensano allo stesso modo fa sembrare universali idee che sono invece parziali.
  • Economia dell’attenzione: La velocità con cui scorrono le notizie riduce il tempo per l’analisi critica e premia la gratificazione immediata.
  • Viralità dei meme: Frasi fatte e immagini ripetute sostituiscono l’argomentazione complessa, rendendo virali concetti semplici o distorti.

Conseguenze sul Senso Comune

  • Omologazione: Si tende ad adottare mode, gusti e giudizi morali dettati da standard di massa.
  • Disorientamento: La linea tra opinione personale, fatto verificato e interesse commerciale diventa invisibile.
  • Intolleranza del dissenso: Lo scontro digitale riduce lo spazio per il dialogo e semplifica la complessità del reale in categorie contrapposte (amico/nemico).

Software AI

Oggi chi detiene le tecnologie, i mezzi e gli strumenti software per una analisi avanzata dei dati è in grado di governare il mondo. Non è una esagerazione ma tutto quello che accade negli ultimi anni è per buona parte il frutto di scelte operate da algoritmi di AI che sono dietro eventi sociali come la scelta dei governi nazionali, conflitti, finanza, insomma tutto ciò che è possibile orientare inducendo in masse sempre crescenti di persone che affidano i propri dati personali a questi grossi aggregatori di dati costituiti dalle piattaforme social e dagli archivi di dati personali a cui concorrono i nostri smartphone. Le più grosse società mondiali che hanno il predominio nell’analisi dei Big Data e della Business Intelligence sono dei colossi tecnologici del calibro della:

  • Microsoft
  • IBM
  • Amazon

Ci sono poi alcune grosse società che si sono specializzate nello sviluppo di soluzioni AI, vere e proprie piattaforme software per l’analisi avanzata dei Big Data come:

  • Snowflake
  • Palantir Technologies
  • Alteryx

Monopolio dell’informazione e monopolio dello sviluppo software AI

Si affermava fino a qualche tempo fa che chi deteneva il predominio nel settore delle informazioni, nella gestione di grossi volumi di dati digitali di vario genere poteva influenzare il successo di beni e consumi a livello globale. Oggi con lo sviluppo di soluzioni software basate sull’AI si possono condizionare le scelte individuali di milioni di persone. L’intelligenza Artificiale quando non è utilizzata per scopi nobili come per la Ricerca scientifica può influenzare il destino di parecchie Nazioni. Ne può accelerare il declino così come può incrementarne il dominio. Se riflettiamo sul punto che abbiamo accennato nei Meccanismi di Influenza Sociale si può immaginare che un unico responsabile sviluppi e metta in funzionamento una AI che è un vero e proprio Algoritmo di Simulazione della Realtà. Miliardi di dati che ignari utenti postano e arricchiscono le piattaforme social forniscono a questo sistema AI la possibilità di immaginare scenari e modelli sociali e comportamentali, testare questi modelli e decidere quale sia il più efficace per raggiungere un obiettivo. Davvero e così, la realtà viene analizzata e rimodificata per indurre le persone ad aderire a dei modelli sociali e comportamentali.

AI e le Tecnologie per il controllo sociale

Vengono gestite miliardi di informazioni che vengono classificate, messe in relazione e infine modellizzate per la predizione di eventi. Insomma la realtà può essere codificata in un immenso data base e l’AI lo interroga creando relazioni e modelli sociali. Il passaggio ulteriore e più pericoloso quando un algoritmo AI induce questi modelli sociali e poi ne decide come e quando attuarli. La cosa già avviene ed è avvenuta per vari eventi sociali! In questo caso il controllo dell’informazione coincide col controllo delle decisioni. Quante tornate elettorali, nelle nazioni più progredite del mondo sono state influenzate da modelli di AI? Quanti conflitti sono gestiti da sistemi militari che utilizzano algoritmi AI? Tanti!

Trasformazione delle informazioni in capacità decisionale

La cosa più preoccupante è evidente la chiusura del circuito delle informazioni, una AI che genera notizie e suggestioni riesce a influenzare i comportamenti e gli orientamenti di milioni di individui. Quotidianamente le vite di milioni di utenti si affidano ad un social restandone intrappolati, addomesticati … schiavizzati!
Disporre di una grossa quantità di dati consente di anticipare con buona approssimazione ciò che potrebbe accadere. Con l’AI i dati eterogenei e le reti informative distribuite, sono visibili relazioni che sfuggono all’osservazione umana. Queste tecnologie sono state impiegate in tanti contesti:

  • antiterrorismo
  • pianificazione militare
  • sicurezza nazionale
  • flussi migratori

Conclusioni

Dopo questa lunga disamina ci siamo sforzati di condensare i tanti aspetti critici in cui ci troviamo. Risulta evidente che è più che mai necessario Governare l’AI e le tecnologie per il controllo sociale. Riflettiamoci, un sistema che genera in uscita esattamente quello che viene posto in ingresso non dà spazio ala scoperta e alla creatività. In pratica parecchi algoritmi AI utilizzati per orientare gli utenti tendono ad appiattire i modelli sociali su problematiche inesistenti eliminando ogni singolarità creativa e ogni novità. Le novità le decide solo l’algoritomo.